La nostra storia

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È il 1939 quando Guerrino Volpin ottiene le licenze per il ristorante, ma Volpin esisteva già da prima. Era uno spaccio alimentare con rivendita di tabacchi che funzionava anche da bar e da osteria. Guerrino sposa Maria (detta Angioina) e hanno quattro figlie. Antonia e Agnese, le due maggiori, fin da giovanissime danno una mano in cucina.
In quel periodo a Valli di Chioggia c’erano le barene – isolotti che emergono nella laguna durante la bassa marea –, frequentate da numerosi cacciatori in cerca di quaglie e anatre, ma anche di foèghe, sassegne, fisti, e masorini. Aldo, uno di questi cacciatori, si innamora della bella Antonia che cucina così bene la cacciagione e il pesce fresco. I due si sposano e continuano a gestire il ristorante con alcuni colpi di genio: è di Aldo l’idea di spostare il ristorante di pochi metri, più vicino alla Romea – la nuova strada statale allora in costruzione – in modo da essere più visibili e facilmente raggiungibili.
pano_barAnche Aldo e Antonia, nel solco della tradizione, hanno quattro figlie: Emanuela, Gabriella, Paola e Anna si alternano ai fornelli sotto la rigida supervisione di Antonia che insegna alle figlie la sua arte. Per la cucina passano anguee, vongole, bevarasse, longoni (una razza di vongole leggermente più allungate), tanti passarini (di cui la laguna è ricca), gò, bisati, moeche e masenete (ma solo quando è stagione), soglioline e sievoetti.
_GIO5811Proprio i sievoetti (ovvero i cefali) preparati da Volpin hanno una storia particolare: venivano cucinati per gli operai che stavano costruendo il nuovo ristorante su loro esplicita richiesta. Gli operai erano tutti di Chioggia, e chiesero ad Antonia di preparare i sievoetti incoercià, ovvero alla maniera chioggiotta, condividendo così un pezzo della loro cultura all’epoca ancora molto chiusa.
Dopo l’improvvisa morte di Aldo sono Anna e Paola, le figlie minori, a prendere in mano il ristorante, sotto la supervisione di mamma Antonia.
La costanza che da quel giorno hanno messo nel loro lavoro ha portato il ristorante a crescere a svilupparsi negli anni, trasformando un’osteria in un ristorante moderno in continua evoluzione. Le due giovani ragazze hanno accostato l’esperienza sul campo al fianco della mamma nel corso degli anni agli studi imparati a scuola.

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Anna e Paola crescono, facendo crescere anche il ristorante. Un giorno Anna conosce Stefano, che ha una storia simile alla sua: viene da una famiglia di ristoratori padovani. Vanno subito d’accordo: nel 1988 si sposano e uniscono le forze. Stefano lascia il ristorante della sua famiglia e si dedica completamente a Volpin. È fondamentale nell’apporto di migliorie: sua l’idea di creare nel ’93 il porticato attuale, per dare un respiro più ampio ai clienti nelle calde serate d’estate. Insieme ad Anna decidono nel 2002 di ristrutturare completamente il ristorante, rendendolo più moderno e confortevole. Ampliano anche il parcheggio, creando un’oasi più pratica per la sosta. La famiglia nel frattempo si allarga: nascono Nicola e Sara che, proseguendo la tradizione familiare, imparano a camminare tra i tavoli del ristorante.
Nel corso degli anni numerosi amici e validi collaboratori hanno messo al servizio del ristorante le loro competenze, contribuendo a farlo crescere ed entrando a far parte della grande brigata di Volpin: un gruppo di persone orgoglioso della propria storia, ognuno dei quali dà il proprio contributo caratterizzante alla tradizione di Volpin: tramandare di generazione in generazione il sorriso di una passione.